La Cooperativa - Cooperativa Il Pellicano 

Il Pellicano Società Cooperativa Sociale O.N.L.U.S. con sede in Brescia, Via Veronese 32, è stata costituita il 3.3.1980 con atto a rogito del Notaio Dott. Vittorio Poli di Brescia omologato dal Tribunale di Brescia con decreto 4.4.80.

La Cooperativa si propone di offrire, tramite i propri soci e dipendenti, assistenza domiciliare ed in istituto a favore di bambini, anziani e persone in difficolta per garantirne la cura, la sorveglianza, la salvaguardia, tenendo presente ogni aspetto socio-educativo.

Il 29.9.1992 si e tenuta un'Assemblea Straordinaria che ha approvato, con un nuovo testo aggiornato, l'adeguamento dello Statuto Sociale alla nuova normativa prevista dalla legge in materia di Cooperative (legge 8.11.1991 n.381).

Da tale data la Cooperativa e diventata Cooperativa Sociale. Questa in particolare si differenzia dalle altre cooperative per il fatto che lo scopo non e la soddisfazione dei bisogni dei soci, ma il miglioramento della qualità della vita della comunità in cui opera.

Infatti nello Statuto della cooperativa e previsto il perseguimento dell'interesse generale della comunità alla promozione umana ed all'integrazione sociale dei cittadini.

E' senza fini di lucro, per cui gli eventuali utili vengono portati a riserva indivisibile e, in caso di scioglimento il patrimonio non e divisibile tra i soci, ma va al Fondo Nazionale per la promozione e lo sviluppo delle cooperative.

L'eventuale eccedenza attiva del bilancio annuale deve essere destinata al fondo riserva indivisibile (20%), dedotta la quota (3% ) degli utili netti destinata ai fondi mutualistici nazionali per la promozione e lo sviluppo della Cooperazione. In seguito alla legge di riforma del diritto societario la Cooperativa ha provveduto all'approvazione del nuovo statuto con assemblea straordinaria (con presenza notaio) del 25/11/2004. In tale sede e stata variata la denominazione della Cooperativa: Il Pellicano Società Cooperativa Sociale O.N.L.U.S.

La Cooperativa deve provvedere annualmente al regolare e tempestivo deposito del bilancio alla C.C.I.A.A. di Brescia, ed alla Prefettura.

Le cooperative sociali possono essere di tipo:

A - quando gestiscono servizi sociosanitari ed educativi;

B - quando gestiscono attività diverse, agricole, industriali, commerciali e di servizi finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Il Pellicano Società Cooperativa Sociale O.N.L.U.S., è di tipo A, e regolarmente iscritta al n.17715 del Registro Società del Tribunale di Brescia, alla Camera di Commercio di Brescia n.243319, nel registro delle Cooperative della Prefettura di Brescia nella Sezione VIII n. 52 e sezione II n. 328, all'Albo Regionale Cooperative Sociali decreto n. 56674 del 03.05.1993 foglio 8 numero progressivo 16.

Il Pellicano Società Cooperativa Sociale O.N.L.U.S. e associata alla Confcooperative Unione Provinciale di Brescia .

La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale ed in rapporto di essi agisce. Questi principi sono la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l'impegno, l'equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con le istituzioni pubbliche.

La cooperativa e un'impresa con una organizzazione che si distingue dalle altre per la tipologia dei compiti e dei ruoli funzionali: ognuno concorre o meglio coopera allo scopo comune. Non esiste un livello marcatamente direttivo ed un livello esecutivo.

Tutti contribuiscono, con la loro parziale operatività, al funzionamento generale e pertanto si concorre non solo a livello operativo ma anche a livello decisionale, dividendosene poi tutti la responsabilità.

Il principio su cui si fonda la cooperativa e elementare: l'unione fa la forza.

Si tratta di un'impresa che opera in genere in settori in cui il punto forte di partenza non e l'investimento economico, ma per lo più la collaborazione delle risorse umane.

I soci mettono a disposizione innanzitutto il proprio lavoro e le proprie competenze con l'obiettivo di diventare tutti "soci lavoratori".

Oltre ad agevolazioni contributive e fiscali, che variano secondo i settori, ed alla possibilità di accedere a finanziamenti specifici, i vantaggi forniti dalla cooperativa sono sostanzialmente due:

A - Una rapida capitalizzazione nella fase di avviamento, perché sugli utili versati nella cosiddetta "riserva indivisibile" non si pagano tasse. Questo permette di accumulare nel tempo un patrimonio che i soci in origine non avevano e che può essere proficuamente utilizzato per espandersi. E' proprio questo infatti il senso originario della cooperativa che la differenzia da ogni altra impresa: produrre non tanto profitto, ma utili da reinvestire per creare nuovo lavoro;

B - La stabilita dell'impresa. Le quote della cooperativa infatti non sono vendibili e l'uscita di un socio non può mettere in crisi la società costringendo gli altri a rilevarne la quota. Chi esce ha diritto soltanto a riavere il suo capitale versato.



L'esperienza della cooperazione sociale si sta affermando come una delle espressioni più moderne, interessanti ed originali del cosiddetto Terzo Settore.

Tra luci ed ombre il modello della cooperativa sociale sembra funzionare.

I molti contributi tracciano un profilo di una realtà che spesso non e conosciuta nei suoi termini effettivi al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori.

Senza dissimulare la giustificata soddisfazione dei risultati raggiunti, non possiamo nascondere le sfide che attendono la cooperazione sociale: il nuovo rapporto con gli enti pubblici, la complessa transizione verso un mercato dello stato sociale, la formazione degli operatori, l'obiettivo della qualità e soprattutto il raggiungimento di un'autentica e originale capacita imprenditoriale coniugata con una rafforzata vocazione sociale.

La nostra cooperativa sociale ha continuato, in questi anni, a crescere per fatturato e quindi per volume di servizi prodotti, per numero di soci lavoratori, dipendenti, inseriti nelle diverse realtà.

A sostegno di questa crescita ha giocato un ruolo di primo piano la pubblica amministrazione, soprattutto locale con le sue politiche di delegare la gestione dei servizi sociali soprattutto di quelli di nuova costituzione, ma e altrettanto vero che questa politica non sarebbe stata possibile se nel contempo la cooperazione sociale non si fosse consolidata e se la formula organizzativa che la caratterizza non avesse conquistato sufficiente credibilità e capacita gestionale dei servizi alla persona.

La nostra cooperativa ha esteso la sua operatività a servizi nuovi ed ha investito e rivisto la propria organizzazione al fine di poter intrattenere anche rapporti diretti con i cittadini utilizzatori di quanto da noi offerto.

Anche se la gran parte delle entrate della cooperativa e ancora costituita dagli appalti provenienti dalla pubblica amministrazione, la quota proveniente dai servizi direttamente ai cittadini risulta in crescita.

Una grossa perplessità e confusione permane circa le modalità e le tecniche di gestione della delega della prestazione di servizi sociali da parte della pubblica amministrazione al Terzo Settore in generale e alle cooperative sociali in particolare. In questi anni e rimasta radicata la convinzione dell'opportunità delle gare d'appalto al massimo ribasso nel tentativo, condotto spesso in modo ingenuo, di contenere i costi sociali. Da ciò sono scaturiti risultati negativi, spesso pesantemente negativi, riguardo alla qualità dei servizi rivolti agli utenti, alla soddisfazione dei lavoratori che operano nelle cooperative e alla continuità delle prestazioni in corso.

Le pubbliche amministrazioni, nella loro ricerca di minimizzare i costi, hanno favorito l'ingresso nel settore di pseudo - cooperative o di cooperative che poco o nulla hanno di funzione sociale.

Risulta quindi urgente, da parte di tutti gli Enti, non tanto una revisione della normativa sugli appalti, quanto la predisposizione di una nuova, specifica per l'assegnazione di servizi sociali e altri servizi di interesse collettivo, volta a garantire con il contenimento dei costi standard minimi d'efficienza e di qualità.

In questa direzione devono operare certamente le cooperative sociali ma anche, per le proprie responsabilità, le pubbliche amministrazioni ai vari livelli e l'intero movimento cooperativo.





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